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3.4.2. VALORE DI RIFERIMENTO DEL CARICO DELLA NEVE AL SUOLO

Indice interno

Norma

Il carico della neve al suolo dipende dalle condizioni locali di clima e di esposizione, considerata la variabilità delle precipitazioni nevose da zona a zona.

In mancanza di adeguate indagini statistiche e specifici studi locali, che tengano conto sia dell'altezza del manto nevoso che della sua densità, il carico di riferimento della neve al suolo, per località poste a quota inferiore a 1500 m sul livello del mare, non dovrà essere assunto minore di quello calcolato in base alle espressioni riportate nel seguito, cui corrispondono valori associati ad un periodo di ritorno pari a 50 anni per le varie zone indicate nella Fig. 3.4.1. Tale zonazione non tiene conto di aspetti specifici e locali che, se necessario, devono essere definiti singolarmente.

Fig. 3.4.1 - Zone di carico della neve

Fig. 3.4.1 - Zone di carico della neve

Nelle espressioni seguenti, l'altitudine di riferimento \(a_s\) (espressa in m) è la quota del suolo sul livello del mare nel sito dove è realizzata la costruzione.

Zona I - Alpina

Aosta, Belluno, Bergamo, Biella, Bolzano, Brescia, Como, Cuneo, Lecco, Pordenone, Sondrio, Torino, Trento, Udine, Verbano-Cusio-Ossola, Vercelli, Vicenza:

\[q_{sk} = 1{,}50 \text{ kN/m}^2 \qquad a_s \leq 200 \text{ m}\]
\[q_{sk} = 1{,}39 \left[1 + (a_s/728)^2\right] \text{ kN/m}^2 \qquad a_s > 200 \text{ m} \tag{3.4.2}\]

Zona I - Mediterranea

Alessandria, Ancona, Asti, Bologna, Cremona, Forlì-Cesena, Lodi, Milano, Modena, Monza Brianza, Novara, Parma, Pavia, Pesaro e Urbino, Piacenza, Ravenna, Reggio Emilia, Rimini, Treviso, Varese:

\[q_{sk} = 1{,}50 \text{ kN/m}^2 \qquad a_s \leq 200 \text{ m}\]
\[q_{sk} = 1{,}35 \left[1 + (a_s/602)^2\right] \text{ kN/m}^2 \qquad a_s > 200 \text{ m} \tag{3.4.3}\]

Zona II

Arezzo, Ascoli Piceno, Avellino, Bari, Barletta-Andria-Trani, Benevento, Campobasso, Chieti, Fermo, Ferrara, Firenze, Foggia, Frosinone, Genova, Gorizia, Imperia, Isernia, L'Aquila, La Spezia, Lucca, Macerata, Mantova, Massa Carrara, Padova, Perugia, Pescara, Pistoia, Prato, Rieti, Rovigo, Savona, Teramo, Trieste, Venezia, Verona:

\[q_{sk} = 1{,}00 \text{ kN/m}^2 \qquad a_s \leq 200 \text{ m}\]
\[q_{sk} = 0{,}85 \left[1 + (a_s/481)^2\right] \text{ kN/m}^2 \qquad a_s > 200 \text{ m} \tag{3.4.4}\]

Zona III

Agrigento, Brindisi, Cagliari, Caltanissetta, Carbonia-Iglesias, Caserta, Catania, Catanzaro, Cosenza, Crotone, Enna, Grosseto, Latina, Lecce, Livorno, Matera, Medio Campidano, Messina, Napoli, Nuoro, Ogliastra, Olbia-Tempio, Oristano, Palermo, Pisa, Potenza, Ragusa, Reggio Calabria, Roma, Salerno, Sassari, Siena, Siracusa, Taranto, Terni, Trapani, Vibo Valentia, Viterbo:

\[q_{sk} = 0{,}60 \text{ kN/m}^2 \qquad a_s \leq 200 \text{ m}\]
\[q_{sk} = 0{,}51 \left[1 + (a_s/481)^2\right] \text{ kN/m}^2 \qquad a_s > 200 \text{ m} \tag{3.4.5}\]

Per altitudini superiori a 1500 m sul livello del mare si deve fare riferimento alle condizioni locali di clima e di esposizione utilizzando comunque valori di carico neve non inferiori a quelli previsti per 1500 m.

Per un'opera di nuova realizzazione in fase di costruzione o per le fasi transitorie relative ad interventi sulle costruzioni esistenti, il periodo di ritorno dell'azione può essere ridotto come di seguito specificato:

  • per fasi di costruzione o fasi transitorie con durata prevista in sede di progetto non superiore a tre mesi, si assumerà \(T_R\) ≥ 5 anni;
  • per fasi di costruzione o fasi transitorie con durata prevista in sede di progetto compresa fra tre mesi d un anno, si assumerà \(T_R\) ≥ 10 anni.

Circolare

C3.4.2 VALORE DI RIFERIMENTO DEL CARICO DELLA NEVE AL SUOLO

Nel passaggio dalle precedenti alle attuali NTC si conserva la suddivisione del territorio nazionale in tre zone (viene anche confermata la suddivisione della zona I in due sottozone: alpina e mediterranea) che conservano immutato sia i valori al suolo, sia l'incremento degli stessi con l'altitudine. Vengono però spostate 5 provincie dalla zona III alla zona II ed introdotte 3 provincie di nuova creazione (1 in zona I e 2 in zona II). Rispetto alle precedenti NTC nelle attuali vengono anche introdotti i periodi di ritorno da adottare per le fasi transitorie di durata compresa fra 1 e 3 mesi ovvero fra 3 mesi ed 1 anno.

Si può stimare un diverso valore di riferimento \(q_{s_n}\) corrispondente a \(T_n\) anni di periodo di ritorno impiegando l'espressione C.3.4.1.

In esse il coefficiente \(\nu\) di variazione della serie dei massimi annuali del carico della neve potrà essere assunto, salvo specifici studi adeguati e documentati, pari a \(\nu\) = 0,6.

\[q_{s_n} = q_{s_k} \left\{ \frac{1 - \nu \frac{\sqrt{6}}{\pi} \left[\ln(-\ln(1 - P_n)) + 0.57722\right]}{(1 - 2.5923 \nu)} \right\} \tag{C3.4.1}\]

dove

  • \(q_{s_k}\) è il valore caratteristico del carico della neve al suolo (con un periodo di ritorno di 50 anni);
  • \(q_{s_n}\) è il carico della neve al suolo riferito ad un periodo di ritorno di n anni;
  • \(P_n\) è la probabilità annuale di superamento (approssimativamente equivalente a 1/n, dove n è il corrispondente periodo di ritorno espresso in anni;
  • \(\nu\) è il coefficiente di variazione della serie dei massimi annuali del carico della neve, stimato per la regione considerata.

In riferimento alla figura C3.4.1\(n\) è il periodo di ritorno in anni, \(\alpha_R\) è il rapporto \(\dfrac{q_{s_n}}{q_{s_k}}\).

Figura C3.4.1 - Adattamento del carico della neve al suolo al variare del periodo di ritorno (coefficiente di variazione \(\nu\) = 0.6)

Figura C3.4.1 - Adattamento del carico della neve al suolo al variare del periodo di ritorno (coefficiente di variazione \(\nu\) = 0.6)