Da riconfermare
Il testo aveva superato la verifica su una versione precedente dei file (ultima verifica: 4 agosto 2026). Dopo la riorganizzazione dei file la verifica va riconfermata. Può contenere errori di trascrizione. Fa fede soltanto il testo pubblicato in Gazzetta Ufficiale.
Torna all'indice del § 4.1 | Torna all'indice del capitolo | Torna all'indice generale
4.1.8. Norme ulteriori per il calcestruzzo armato precompresso¶
Indice interno
- Norma
- 4.1.8.1 Valutazione della sicurezza - Norme di calcolo
- 4.1.8.2 Dettagli costruttivi per il calcestruzzo armato precompresso
- 4.1.8.3 Esecuzione delle opere in calcestruzzo armato precompresso
Norma¶
I sistemi di precompressione con armature, previsti dalla presente norma, possono essere a cavi scorrevoli ancorati alle estremità (sistemi post-tesi) o a cavi aderenti (sistemi pre-tesi).
La condizione di carico conseguente alla precompressione si combinerà con le altre (peso proprio, carichi permanenti e variabili...) al fine di avere le più sfavorevoli condizioni di sollecitazione.
Nel caso della post-tensione, se le armature di precompressione non sono rese aderenti al conglomerato cementizio dopo la tesatura mediante opportune iniezioni di malta all'interno delle guaine (cavi non aderenti), si deve tenere conto delle conseguenze dello scorrimento relativo acciaio-calcestruzzo.
Le presenti norme non danno indicazioni su come trattare i casi di precompressione a cavi non aderenti per i quali si potrà fare utile riferimento ad UNI EN 1992-1-1.
Nel caso sia prevista la parzializzazione delle sezioni nelle condizioni di esercizio, particolare attenzione deve essere posta alla resistenza a fatica dell'acciaio in presenza di sollecitazioni ripetute.
4.1.8.1 Valutazione della sicurezza - Norme di calcolo¶
4.1.8.1.1 Stati limite ultimi¶
Per la valutazione della resistenza degli elementi strutturali vale quanto stabilito al § 4.1.2.3, tenendo presente che per la verifica delle sezioni si assumerà il valore di progetto della forza di precompressione con il coefficiente parziale \(\gamma_P = 1\), secondo quanto previsto al punto § 2.6.1.
Per le verifiche di resistenza locale degli ancoraggi delle armature di precompressione, si assumerà, invece, un valore di progetto della forza di precompressione con \(\gamma_P = 1{,}2\).
4.1.8.1.2 Stati limite di esercizio¶
Vale quanto stabilito al § 4.1.2.2. Per la valutazione degli stati di deformazione e di tensione si devono tenere in conto gli effetti delle cadute di tensione per i fenomeni reologici che comportano deformazioni differite dei materiali: ritiro e viscosità del calcestruzzo, rilassamento dell'acciaio.
Nella valutazione della precompressione nel caso di armatura post-tesa la tensione iniziale va calcolata deducendo dalla tensione al martinetto la perdita per rientro degli apparecchi di ancoraggio e scorrimento dei fili e le perdite per attrito lungo il cavo.
Nelle strutture ad armatura pre-tesa si deve considerare la caduta di tensione per deformazione elastica.
Per le limitazioni degli stati tensionali nelle condizioni di esercizio, per tutte le strutture precompresse, valgono le prescrizioni riportate al § 4.1.2.2.5.
4.1.8.1.3 Tensioni di esercizio nel calcestruzzo a cadute avvenute¶
Vale quanto stabilito al § 4.1.2.2.5.
Non sono ammesse tensioni di trazione ai lembi nelle strutture costruite per conci prefabbricati, quando non sia possibile disporre l'armatura ordinaria che assorbe lo sforzo di trazione.
4.1.8.1.4 Tensioni iniziali nel calcestruzzo¶
All'atto della precompressione le tensioni di compressione non debbono superare il valore:
essendo \(f_{ckj}\) la resistenza caratteristica del calcestruzzo all'atto del tiro.
Per elementi con armatura pre-tesa, la tensione del calcestruzzo al momento del trasferimento della pretensione può essere aumentata sino al valore \(0{,}70 \; f_{ckj}\).
Nella zona di ancoraggio delle armature di precompressione si possono tollerare compressioni locali \(\sigma_c\) prodotte dagli apparecchi di ancoraggio pari a:
dove
- \(\sigma_c = \gamma_P \cdot P / A_0\) è la pressione agente sull'impronta caricata di area \(A_0\);
- \(P\) è la forza iniziale di tesatura nel cavo (\(\gamma_P = 1{,}2\));
- \(f_{cd} = f_{ckj} / \gamma_c\) è la resistenza cilindrica del calcestruzzo all'atto della precompressione;
- \(c \leq 3\) è un fattore di sovraresistenza che dipende da:
- il rapporto \(A_0/A_1\) tra l'area caricata e quella circostante interessata;
- la posizione dell'impronta caricata rispetto ai bordi della sezione;
- le eventuali interferenze con aree interessate vicine.
Per i valori di \(c\) si può far utile riferimento al §6.7 della norma UNI EN1992-1-1.
Si raccomanda di disporre idonee armature in grado di equilibrare le forze di trazione trasversali dovute all'effetto del carico. Qualora le aree di influenza di apparecchi vicini si sovrappongano, le azioni vanno sommate e riferite all'area complessiva.
4.1.8.1.5 Tensioni limite per gli acciai da precompressione¶
Per le tensioni in esercizio a perdite avvenute vale quanto stabilito al § 4.1.2.2.5.2 ove si sostituisca \(f_{p(0,1)k}\), \(f_{p(1)k}\) o \(f_{pyk}\) a \(f_{yk}\).
Le tensioni iniziali devono rispettare le più restrittive delle seguenti limitazioni:
ove si sostituisca \(f_{p(1)k}\) o \(f_{pyk}\) a \(f_{p(0,1)k}\), se del caso.
In entrambi i casi è ammessa una sovratensione, in misura non superiore a \(0{,}05 \; f_{p(0,1)k}\).
4.1.8.2 Dettagli costruttivi per il calcestruzzo armato precompresso¶
Con riferimento ai dettagli costruttivi degli elementi strutturali in calcestruzzo armato precompresso, ai punti seguenti del presente paragrafo vengono fornite le indicazioni applicative necessarie per l'ottenimento delle prescritte prestazioni.
4.1.8.2.1 Armatura longitudinale ordinaria¶
Nelle travi precompresse con esclusione delle sezioni di giunto delle travi a conci prefabbricati, anche in assenza di tensioni di trazione in combinazione rara, la percentuale di armatura longitudinale ordinaria non dovrà essere inferiore allo 0,1% dell'area complessiva dell'anima e dell'eventuale ringrosso dal lato dei cavi.
Nel caso sia prevista la parzializzazione della sezione in esercizio, le barre longitudinali di armatura ordinaria devono essere disposte nella zona della sezione che risulta parzializzata.
4.1.8.2.2 Staffe¶
Nelle travi dovranno disporsi staffe aventi sezione complessiva non inferiore a quanto prescritto al punto § 4.1.6.1.1. In prossimità di carichi concentrati o delle zone d'appoggio valgono le prescrizioni di cui al § 4.1.2.3.5.
In presenza di torsione valgono le prescrizioni di cui al § 4.1.2.3.6.
4.1.8.3 Esecuzione delle opere in calcestruzzo armato precompresso¶
Per quanto riguarda lo strato di ricoprimento di calcestruzzo necessario alla protezione delle armature dalla corrosione, si rimanda al § 4.1.6.1.3.
Nel caso di armature pre-tese, nella testata i trefoli devono essere ricoperti con adeguato materiale protettivo, o con getto in opera.
Nel caso di armature post-tese, gli apparecchi d'ancoraggio della testata devono essere protetti in modo analogo.
All'atto della messa in tiro si debbono misurare contemporaneamente la forza applicata e l'allungamento conseguito. Per prodotti marcati CE si applicano le procedure di controllo previste dalle pertinenti norme europee armonizzate.
La distanza minima netta tra le guaine deve essere commisurata sia alla massima dimensione dell'aggregato impiegato sia al diametro delle guaine stesse in relazione rispettivamente ad un omogeneo getto del calcestruzzo fresco ed al necessario sviluppo delle tensioni di aderenza con il calcestruzzo.
I risultati conseguiti nelle operazioni di tiro, le letture ai manometri e gli allungamenti misurati, vanno registrati in apposite tabelle e confrontate con le tensioni iniziali delle armature e gli allungamenti teorici previsti in progetto.
La protezione dei cavi scorrevoli va eseguita mediante l'iniezione di adeguati materiali atti a prevenire la corrosione ed a fornire la richiesta aderenza.
Per la buona esecuzione delle iniezioni è necessario che le stesse vengano eseguite secondo apposite procedure di controllo della qualità.