Vai al contenuto

Non ancora verificato

Il testo è stato convertito con strumenti di intelligenza artificiale e non è ancora stato confrontato con la Gazzetta Ufficiale. Può contenere errori di trascrizione. Fa fede soltanto il testo pubblicato in Gazzetta Ufficiale.

Segnala un errore di trascrizione

Torna all'indice del § 7.4 | Torna all'indice del capitolo | Torna all'indice generale

7.4.1. Generalità

Indice interno

Norma

Le costruzioni di calcestruzzo devono rispettare le prescrizioni del § 4.1 e le prescrizioni aggiuntive contenute nel presente paragrafo.

Il comportamento strutturale sotto azioni sismiche può essere:

  • comportamento non dissipativo: la struttura è progettata per resistere alle azioni sismiche in campo elastico, senza necessità di requisiti aggiuntivi rispetto a quelli del § 4.1. Il fattore di comportamento \(q\) è pari a \(1{,}5\);
  • comportamento dissipativo: la struttura è progettata per resistere alle azioni sismiche sviluppando meccanismi dissipativi stabili fino allo stato limite di collasso (SLC). Il dimensionamento è condotto allo SLV. La struttura deve possedere adeguata capacità dissipativa complessiva, ottenuta assegnando ad alcune zone la funzione di dissipare energia (zone dissipative o zone critiche).

Nel caso di comportamento dissipativo si distinguono due livelli di capacità dissipativa:

  • classe di duttilità alta (CD"A");
  • classe di duttilità bassa (CD"B").

Per le strutture a comportamento dissipativo devono essere seguite tre strategie complementari:

a) la struttura deve possedere sufficiente resistenza e rigidezza, unitamente ad un'adeguata duttilità. Le zone dissipative devono avere capacità di deformazione (duttilità) tale da garantire il raggiungimento della duttilità globale richiesta;

b) le zone non dissipative e i collegamenti fra zone dissipative e resto della struttura devono possedere sufficiente sovraresistenza per consentire la plasticizzazione ciclica delle zone dissipative (criterio della gerarchia delle resistenze o capacity design);

c) i dettagli costruttivi delle zone dissipative devono essere tali da assicurare, sotto carichi ciclici, il livello di duttilità necessario; il confinamento del calcestruzzo nelle zone dissipative è essenziale per raggiungere la duttilità richiesta.

Per le tamponature in muratura nelle strutture intelaiate, si devono considerare gli effetti della loro presenza e della loro irregolare distribuzione in pianta e in elevazione. In particolare si devono adottare cautele aggiuntive nella progettazione dei pilastri adiacenti alle tamponature, al fine di evitare effetti locali indesiderati (pilastro corto, irregolarità locali, concentrazioni di sollecitazione).