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7.3.5. Risposta alle diverse componenti dell'azione sismica e combinazione¶
Indice interno
- Norma
- Circolare
- C7.3.5. Risposta alle diverse componenti dell'azione sismica ed alla variabilità spaziale del moto
Norma¶
La risposta della struttura deve essere calcolata separatamente per ciascuna delle componenti dell'azione sismica e gli effetti combinati si ottengono applicando la seguente combinazione:
dove \(E_x\), \(E_y\) ed \(E_z\) rappresentano gli effetti dell'azione sismica nelle tre direzioni.
La combinazione va effettuata variando ciclicamente la componente cui viene assegnato il coefficiente 1,00.
In alternativa si può valutare:
La componente verticale dell'azione sismica va considerata nei casi previsti al § 7.2.1 e per i seguenti elementi:
- elementi pressoché orizzontali con luce superiore a 20 m;
- elementi a sbalzo con luce superiore a 5 m;
- elementi precompressi;
- travi che sostengono pilastri;
- strutture di tipo 4 (ponti ed opere di ingegneria) ad eccezione di quelle con spalle di ridotta altezza;
- isolatori e dispositivi di vincolo.
Circolare¶
C7.3.5. Risposta alle diverse componenti dell'azione sismica ed alla variabilità spaziale del moto¶
Nel caso di analisi statiche non lineari è possibile applicare separatamente ciascuna delle due componenti orizzontali (insieme a quella verticale ove necessario ed agli spostamenti relativi prodotti della variabilità spaziale del moto ove necessario), riconducendo quindi la valutazione unitaria degli effetti massimi ai valori più sfavorevoli così ottenuti.
Quando la variabilità spaziale del moto può avere effetti significativi sulla risposta strutturale essa deve essere considerata.
In generale l'effetto principale della variabilità è dovuto ai notevoli spostamenti relativi che essa genera alla base delle strutture, mentre la risposta dinamica risulta inferiore a quella ottenuta con moto sincrono. In questi casi risulta pertanto cautelativa la valutazione della risposta strutturale sovrapponendo l'effetto della distorsione degli appoggi a terra alla risposta all'azione sincrona, come indicato al punto 3.2.4.
Qualora si utilizzi l'analisi non lineare si potranno imporre cautelativamente le distorsioni alla base ed effettuare l'analisi dinamica sincrona.
In alternativa è possibile imporre alla base della costruzione serie temporali del moto sismico differenziate ma coerenti tra loro, in accordo con le caratteristiche dei siti ove sono situati i punti di appoggio della costruzione.
Quest'ultimo criterio, apparentemente più rigoroso, presentando difficoltà operative nella effettiva definizione delle storie temporali, richiede una notevole cautela da parte del progettista.
In ogni caso si deve considerare anche la risposta al moto sincrono.