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4.4.2 Analisi strutturale¶
Indice interno
Norma¶
Nell'analisi strutturale si assume un comportamento elastico lineare del materiale. I calcoli vengono effettuati con modelli adeguati, sufficientemente accurati a rappresentare il comportamento reale della struttura.
L'analisi globale tiene conto delle imperfezioni geometriche e materiali significative ai fini della risposta strutturale.
Per strutture composte da parti con diverso comportamento reologico (ad esempio elementi in legno massiccio e in legno lamellare incollato), la verifica è condotta sia nelle condizioni iniziali (al tempo \(t = 0\)) sia alle condizioni di lungo periodo (al tempo \(t = \infty\)), per tener conto degli effetti del creep e delle variazioni di umidità.
Circolare¶
C4.4.2 Analisi strutturale¶
La individuazione degli schemi strutturali non può prescindere dal reale comportamento delle singole membrature e dei collegamenti nelle varie fasi costruttive, anche in relazione alle imperfezioni geometriche e strutturali, la cui definizione quantitativa può essere effettuata anche sulla base di indicazioni di altre normative pertinenti di consolidata validità.
L'analisi della struttura terrà conto non solo delle caratteristiche di resistenza e di rigidezza dei materiali impiegati, ma anche della loro duttilità e delle loro caratteristiche reologiche, in relazione alle condizioni ambientali definite al § 4.4.5 delle NTC e C4.4.5.
Generalmente, l'analisi della struttura può essere condotta con riferimento a un comportamento elastico lineare del materiale e dei collegamenti; tuttavia, qualora sia quantificabile un comportamento duttile dei collegamenti, il loro effetto può essere tenuto in conto mediante una analisi lineare con ridistribuzione o, più in generale, con analisi non lineari.
I collegamenti generalmente utilizzati nelle costruzioni lignee, per i quali la rigidezza flessionale è trascurabile, possono essere schematizzati, da un punto di vista cinematico, come cerniere. Qualora la rigidezza flessionale non sia trascurabile si adotteranno schematizzazioni dei vincoli più realistiche.
Particolare attenzione andrà posta nella individuazione del reale meccanismo di trasmissione degli sforzi conseguente alla conformazione geometrica del collegamento, al fine di individuare eventuali disassamenti o possibili eccentricità.
Le analisi dovranno tener conto della evoluzione nel tempo delle caratteristiche del legno, con riferimento non solo alle condizioni iniziali, ma anche al loro sviluppo fino alle condizioni a lungo termine di cui al § 4.4.7 delle NTC.
I coefficienti di dilatazione termica riportati in Tab. 3.5.III del § 3.5.7 delle NTC si riferiscono al materiale legno in condizioni ideali anidre. Nelle condizioni reali di umidità, classi di servizio 1, 2, 3, tali valori dovranno essere valutati adeguatamente, tenendo presente che per gli elementi strutturali di legno o materiali derivati dal legno, le variazioni dimensionali per effetto termico sono generalmente trascurabili. Deve essere sempre considerato l'effetto del ritiro e/o rigonfiamento del legno causato dalle variazioni della sua umidità. Nel caso di strutture miste o composte con legno e altri materiali non derivati dal legno, l'interazione tra i due materiali dovrà essere esplicitamente verificata.