Non ancora verificato
Il testo è stato convertito con strumenti di intelligenza artificiale e non è ancora stato confrontato con la Gazzetta Ufficiale. Può contenere errori di trascrizione. Fa fede soltanto il testo pubblicato in Gazzetta Ufficiale.
Torna all'indice del § 11.3 | Torna all'indice del capitolo | Torna all'indice generale
11.3.2. Acciaio per calcestruzzo armato¶
Indice interno
- Norma
- 11.3.2.1 Acciaio per calcestruzzo armato B450C
- 11.3.2.2 Acciaio per calcestruzzo armato B450A
- 11.3.2.3 Accertamento delle proprietà meccaniche
- 11.3.2.4 Caratteristiche dimensionali e di impiego
- 11.3.2.5 Reti e tralicci elettrosaldati
- 11.3.2.6 Saldabilità
- 11.3.2.7 Tolleranze dimensionali
- 11.3.2.8 Altri tipi di acciai
- 11.3.2.9 Giunzioni meccaniche
- 11.3.2.10 Procedure di controllo per acciai da calcestruzzo armato normale -- barre e rotoli
- 11.3.2.10.1 Controlli sistematici in stabilimento
- 11.3.2.10.1.1 Generalità
- 11.3.2.10.1.2 Prove di qualificazione
- 11.3.2.10.1.3 Procedura di valutazione
- 11.3.2.10.1.4 Prove periodiche di verifica della qualità
- 11.3.2.10.2 Controlli su singole colate o lotti di produzione
- 11.3.2.10.3 Controlli nei centri di trasformazione
- 11.3.2.10.4 Prove di aderenza
- 11.3.2.11 Procedure di controllo per acciai da c.a. normale — reti e tralicci elettrosaldati
- 11.3.2.11.1 Controlli sistematici in stabilimento
- 11.3.2.11.2 Controlli su singoli lotti di produzione
- 11.3.2.12 Controlli di accettazione in cantiere
- Tab. 11.3.VII a) — Valori di accettazione in cantiere — barre e rotoli
- Tab. 11.3.VII b) — Valori di accettazione in cantiere — reti e tralicci elettrosaldati
- Circolare
- C11.3.2. Acciaio per calcestruzzo armato
- C11.3.2.1. Acciaio per calcestruzzo armato B450C
- C11.3.2.2. Acciaio per calcestruzzo armato B450A
- C11.3.2.3. Accertamento delle proprietà meccaniche
- C11.3.2.4. Caratteristiche dimensionali e di impiego
- C11.3.2.5. Reti e tralicci elettrosaldati
- C11.3.2.8. Altri tipi di acciai
- C11.3.2.10. Procedure di controllo per acciai da cemento armato normale, barre e rotoli
- C11.3.2.12. Controlli di accettazione in cantiere
Norma¶
È ammesso esclusivamente l'impiego di acciai saldabili qualificati secondo le procedure di cui al precedente par. 11.3.1.2 e controllati con le modalità riportate nel par. 11.3.2.11.
11.3.2.1 Acciaio per calcestruzzo armato B450C¶
L'acciaio per calcestruzzo armato B450C è caratterizzato dai seguenti valori nominali della tensione di snervamento e della tensione a carico massimo da utilizzare nei calcoli:
Tab. 11.3.Ia
| \(f_{y\,nom}\) | 450 N/mm\(^2\) |
| \(f_{t\,nom}\) | 540 N/mm\(^2\) |
e deve rispettare i requisiti indicati nella seguente Tab. 11.3.Ib:
Tab. 11.3.Ib
| Caratteristiche | Requisiti | Frattile (%) | |
|---|---|---|---|
| Tensione caratteristica di snervamento | \(f_{yk}\) | \(\geq f_{y\,nom}\) | 5,0 |
| Tensione caratteristica a carico massimo | \(f_{tk}\) | \(\geq f_{t\,nom}\) | 5,0 |
| \((f_t / f_y)_k\) | \(\geq 1{,}15\) | 10,0 | |
| \(< 1{,}35\) | |||
| \((f_y / f_{y\,nom})_k\) | \(\leq 1{,}25\) | 10,0 | |
| Allungamento | \((A_{gt})_k\) | \(\geq 7{,}5\%\) | 10,0 |
| Diametro del mandrino per prove di piegamento a 90 gradi e successivo raddrizzamento senza cricche: | \(\varnothing < 12\) mm | \(4\varnothing\) | |
| \(12 \leq \varnothing \leq 16\) mm | \(5\varnothing\) | ||
| \(16 < \varnothing \leq 25\) mm | \(8\varnothing\) | ||
| \(25 < \varnothing \leq 40\) mm | \(10\varnothing\) |
Per l'accertamento delle caratteristiche meccaniche vale quanto indicato al par. 11.3.2.3.
11.3.2.2 Acciaio per calcestruzzo armato B450A¶
L'acciaio per calcestruzzo armato B450A, caratterizzato dai medesimi valori nominali della tensione di snervamento e della tensione a carico massimo dell'acciaio B450C, deve rispettare i requisiti indicati nella seguente Tab. 11.3.Ic.
Tab. 11.3.Ic
| Caratteristiche | Requisiti | Frattile (%) | |
|---|---|---|---|
| Tensione caratteristica di snervamento | \(f_{yk}\) | \(\geq f_{y\,nom}\) | 5,0 |
| Tensione caratteristica a carico massimo | \(f_{tk}\) | \(\geq f_{t\,nom}\) | 5,0 |
| \((f_t / f_y)_k\) | \(\geq 1{,}05\) | 10,0 | |
| \((f_y / f_{y\,nom})_k\) | \(\leq 1{,}25\) | 10,0 | |
| Allungamento | \((A_{gt})_k\) | \(\geq 2{,}5\%\) | 10,0 |
| Diametro del mandrino per prove di piegamento a 90 gradi e successivo raddrizzamento senza cricche: | \(\varnothing \leq 10\) mm | \(4\varnothing\) |
Per l'accertamento delle caratteristiche meccaniche vale quanto indicato al par. 11.3.2.3.
11.3.2.3 Accertamento delle proprietà meccaniche¶
Per l'accertamento delle proprietà meccaniche di cui alle precedenti tabelle si applica la norma UNI EN ISO 15630-1: 2010.
Le proprietà meccaniche dei campioni ottenuti da rotolo raddrizzato, reti e tralicci sono determinate su provette mantenute per 60 (+15, -0) minuti a 100 +/- 10 gradi C e successivamente raffreddate in aria calma a temperatura ambiente.
In ogni caso, qualora lo snervamento non sia chiaramente individuabile, si sostituisce \(f_y\) con \(f_{(0{,}2)}\).
La prova di piegamento e raddrizzamento si esegue alla temperatura di 20 +/- 5 gradi C piegando la provetta a 90 gradi, mantenendola poi per 60 minuti a 100 +/- 10 gradi C e procedendo, dopo raffreddamento in aria, al parziale raddrizzamento per almeno 20 gradi. Dopo la prova il campione non deve presentare cricche.
11.3.2.4 Caratteristiche dimensionali e di impiego¶
L'acciaio per calcestruzzo armato è esclusivamente prodotto in stabilimento sotto forma di barre o rotoli, reti, o tralicci, per utilizzo diretto o come elementi di base per successive trasformazioni.
Prima della fornitura in cantiere gli elementi di cui sopra possono essere saldati, presagomati (staffe, ferri piegati, ecc.) o preassemblati (gabbie di armatura) a formare elementi composti direttamente utilizzabili in opera.
La sagomatura e/o l'assemblaggio possono avvenire:
- in cantiere, sotto la vigilanza della Direzione Lavori;
- in centri di trasformazione, solo se provvisti dei requisiti di cui al par. 11.3.1.7.
Tutti gli acciai per calcestruzzo armato devono essere ad aderenza migliorata, aventi cioè una superficie dotata di nervature o dentellature trasversali, uniformemente distribuite sull'intera lunghezza, atte a garantire adeguata aderenza tra armatura e conglomerato cementizio.
Per quanto riguarda la marchiatura delle barre e dei rotoli vale quanto indicato al par. 11.3.1.4.
Per la documentazione di accompagnamento delle forniture di acciaio provenienti dallo stabilimento di produzione o da un distributore intermedio, vale quanto indicato al par. 11.3.1.5; per quanto riguarda i prodotti pre-sagomati o pre-assemblati vale quanto indicato al par. 11.3.1.7.
Tutti i prodotti sono caratterizzati dal diametro \(\varnothing\) della barra tonda liscia equipesante, calcolato nell'ipotesi che la densità dell'acciaio sia pari a 7,85 kg/dm\(^3\).
Gli acciai B450C, di cui al par. 11.3.2.1, possono essere impiegati in barre di diametro \(\varnothing\) compreso tra 6 e 40 mm.
Per gli acciai B450A, di cui al par. 11.3.2.2 il diametro \(\varnothing\) delle barre deve essere compreso tra 5 e 10 mm.
L'uso di acciai forniti in rotolo è ammesso, esclusivamente per impieghi strutturali, per diametri \(\varnothing\) non superiori a 16 mm per gli acciai B450C e diametri \(\varnothing\) non superiori a 10 mm per gli acciai B450A.
L'acciaio in rotoli deve essere utilizzato direttamente da sagomatura e assemblaggio ed esclusivamente da un Centro di Trasformazione di cui al par. 11.3.1.7 oppure da un fabbricante per la produzione di reti o tralicci elettrosaldati di cui al par. 11.3.2.5. Non è consentito altro impiego di barre d'acciaio provenienti dal raddrizzamento di rotoli.
Per quanto riguarda le tolleranze dimensionali si fa riferimento a quanto previsto nella UNI EN 10080:2005.
11.3.2.5 Reti e tralicci elettrosaldati¶
Gli acciai delle reti e dei tralicci elettrosaldati devono essere saldabili. L'interasse delle barre non deve superare, nelle due direzioni, 330 mm.
I tralicci e le reti sono prodotti reticolari assemblati in stabilimento mediante elettrosaldature, eseguite da macchine automatiche in tutti i punti di intersezione.
Per le reti ed i tralicci costituiti con acciaio B450C, gli elementi base devono avere diametro \(\varnothing\) che rispetta la limitazione: 6 mm \(\leq \varnothing \leq\) 16 mm.
Per le reti ed i tralicci costituiti con acciaio B450A, gli elementi base devono avere diametro \(\varnothing\) che rispetta la limitazione: 5 mm \(\leq \varnothing \leq\) 10 mm.
Il rapporto tra i diametri delle barre componenti reti e tralicci deve essere:
I nodi delle reti devono resistere ad una forza di distacco determinata in accordo con la norma UNI EN ISO 15630-2:2010 pari al 25% della forza di snervamento della barra, da computarsi per quella di diametro maggiore sulla tensione di snervamento pari a 450 N/mm\(^2\).
Oltre a quanto sopra citato, con riferimento ai procedimenti di saldatura non automatizzati ed ai saldatori di reti e tralicci elettrosaldati, si applicano la norma UNI EN ISO 17660-1:2007 per i giunti saldati destinati alla trasmissione dei carichi ed UNI EN 17660-2:2007 per i giunti saldati non destinati alla trasmissione dei carichi.
In ogni elemento di rete o traliccio le singole armature componenti devono essere della stessa classe di acciaio. Nel caso dei tralicci è ammesso l'uso di elementi di collegamento fra correnti superiori ed inferiori aventi superficie liscia purché realizzate con acciaio B450A oppure B450C.
In ogni caso il fabbricante deve procedere alla qualificazione del prodotto finito, rete o traliccio, secondo le procedure di cui al par. 11.3.2.11.
11.3.2.5.1 Identificazione delle reti e dei tralicci elettrosaldati¶
La produzione di reti e tralicci elettrosaldati deve essere effettuata a partire da materiale di base qualificato.
Nel caso di reti e tralicci formati con elementi base prodotti nello stesso stabilimento, la marchiatura del prodotto finito può coincidere con quella dell'elemento base.
Nel caso di reti e tralicci formati con elementi base prodotti in altro stabilimento, deve essere apposta su ogni confezione di reti o tralicci un'apposita etichettatura con indicati tutti i dati necessari per la corretta identificazione del prodotto e del fabbricante delle reti e dei tralicci stessi. Il Direttore dei Lavori, al momento dell'accettazione della fornitura in cantiere, deve verificare la presenza della predetta etichettatura.
11.3.2.6 Saldabilità¶
L'analisi chimica effettuata su colata e l'eventuale analisi chimica di controllo effettuata sul prodotto finito devono soddisfare le limitazioni riportate nella Tab. 11.3.II dove il calcolo del carbonio equivalente \(C_{eq}\) è effettuato con la seguente formula:
in cui i simboli chimici denotano il contenuto degli elementi stessi espresso in percentuale.
Tab. 11.3.II -- Massimo contenuto di elementi chimici in %
| Analisi di prodotto | Analisi di colata | ||
|---|---|---|---|
| Carbonio | C | 0,24 | 0,22 |
| Fosforo | P | 0,055 | 0,050 |
| Zolfo | S | 0,055 | 0,050 |
| Rame | Cu | 0,85 | 0,80 |
| Azoto | N | 0,014 | 0,012 |
| Carbonio equivalente | \(C_{eq}\) | 0,52 | 0,50 |
È possibile eccedere il valore massimo di C dello 0,03% in massa, a patto che il valore del \(C_{eq}\) sia ridotto dello 0,02% in massa.
Contenuti di azoto più elevati sono consentiti in presenza di una sufficiente quantità di elementi che fissano l'azoto stesso.
11.3.2.7 Tolleranze dimensionali¶
La deviazione ammissibile per la massa nominale per metro deve essere come riportata nella Tab. 11.3.III seguente.
Tab. 11.3.III
| Diametro nominale (mm) | \(5 \leq \varnothing \leq 8\) | \(8 < \varnothing \leq 40\) |
|---|---|---|
| Tolleranza in % sulla massa nominale per metro | \(\pm\) 6 | \(\pm\) 4,5 |
11.3.2.8 Altri tipi di acciai¶
11.3.2.8.1 Acciai inossidabili¶
È ammesso l'impiego di acciai inossidabili di natura austenitica o austeno-ferritica, purché le caratteristiche meccaniche siano conformi alle prescrizioni relative agli acciai di cui al par. 11.3.2.1, con l'avvertenza di sostituire al termine \(f_t\) della Tab. 11.3.Ib, solo nel calcolo del rapporto \(f_t / f_y\), il termine \(f_{t\%}\), tensione corrispondente ad un allungamento totale pari al 7%. La saldabilità di tali acciai va documentata attraverso prove di saldabilità certificate da un laboratorio di cui all'art. 59 del DPR 380/2001 ed effettuate su campioni realizzati con gli specifici procedimenti di saldatura previsti dal fabbricante per l'utilizzo in cantiere o nei Centri di trasformazione.
Per essi la qualificazione è ammessa anche nel caso di produzione non continua, permanendo tutte le altre regole relative alla qualificazione degli acciai per calcestruzzo armato.
11.3.2.8.2 Acciai zincati¶
È ammesso l'uso di acciai zincati purché le caratteristiche fisiche, meccaniche e tecnologiche siano conformi alle prescrizioni relative agli acciai B450C e B450A.
Il materiale base da sottoporre a zincatura deve essere qualificato all'origine.
I controlli di accettazione in cantiere e la relativa verifica di quanto sopra indicato, devono essere effettuati sul prodotto finito, dopo il procedimento di zincatura, presso un laboratorio di cui all'articolo 59 del DPR 380/2001, secondo quanto previsto al par. 11.3.2.12.
In ogni caso occorre verificare le caratteristiche di aderenza del prodotto finito secondo le procedure indicate per i Centri di trasformazione di prodotti per costruzioni di calcestruzzo armato.
Per le modalità di controllo del rivestimento di zinco (qualità superficiale, adesione del rivestimento, massa di rivestimento per unità di superficie) e quale utile guida per la scelta dei quantitativi minimi di zinco, si può fare riferimento alle norme UNI EN 10622 ed UNI EN ISO 1461.
11.3.2.9 Giunzioni meccaniche¶
L'assemblaggio o unione di due barre d'armatura può essere effettuato mediante dispositivi, o giunzioni meccaniche, che ne garantiscano la continuità. Tali giunzioni meccaniche devono essere marchiate, tracciabili e messe in opera in accordo alle apposite istruzioni di installazione e, qualora non marcate CE, devono soddisfare i requisiti contenuti nella norma UNI 11240-1:2018. Le prove sulle giunzioni meccaniche devono essere eseguite in accordo alla norma UNI 11240-2:2018.
Ai fini della qualificazione di tali prodotti si applica il caso C) del paragrafo 11.1.
Le prove di accettazione in cantiere devono essere effettuate in conformità alla norma UNI 11240-2:2018, secondo le modalità di cui al par. 11.3.4.11.3.
11.3.2.10 Procedure di controllo per acciai da calcestruzzo armato normale -- barre e rotoli¶
11.3.2.10.1 Controlli sistematici in stabilimento¶
11.3.2.10.1.1 Generalità¶
Le prove di qualificazione e di verifica periodica, di cui ai successivi punti, devono essere ripetute per ogni prodotto avente caratteristiche differenti o realizzato con processi produttivi differenti, anche se provenienti dallo stesso stabilimento.
I rotoli devono essere soggetti a qualificazione separata dalla produzione in barre e dotati di marchiatura differenziata.
11.3.2.10.1.2 Prove di qualificazione¶
Il laboratorio incaricato deve effettuare, presso lo stabilimento di produzione, il prelievo di una serie di 75 campioni, ricavati da tre diverse colate o lotti di produzione, 25 per ogni colata o lotto di produzione, scelti su 3 diversi diametri opportunamente differenziati, nell'ambito della gamma prodotta. Il prelievo deve essere effettuato su tutti i prodotti che portano il marchio depositato in Italia, indipendentemente dall'etichettatura o dalla destinazione specifica.
Sui campioni devono essere determinati, a cura del laboratorio incaricato, i valori delle tensioni di snervamento e carico massimo \(f_y\) e \(f_t\) e l'allungamento \(A_{gt}\) e devono essere effettuate le prove di piegamento e la verifica della saldabilità.
11.3.2.10.1.3 Procedura di valutazione¶
Valutazione dei risultati
Le grandezze caratteristiche \(f_y\), \(f_t\), \(A_{gt}\) ed il valore caratteristico inferiore di \(f_t / f_y\) devono soddisfare la seguente relazione:
La grandezza caratteristica \((f_y / f_{y\,nom})_k\) ed il valore caratteristico superiore di \(f_t / f_y\) devono soddisfare la seguente relazione:
dove:
- \(C_v\) = valore prescritto per le singole grandezze nelle tabelle di cui ai par. 11.3.2.1 e 11.3.2.2
- \(\bar{x}\) = valore medio
- \(s\) = deviazione standard della popolazione
- \(k\) = coefficiente riportato in Tab. 11.3.IV per \(f_t\) ed \(f_y\) e in Tab. 11.3.V per \(A_{gt}\), \(f_t / f_y\) ed \((f_y / f_{y\,nom})\) e che deve essere stabilito in base al numero dei campioni.
In ogni caso il coefficiente \(k\) assume, in funzione di \(n\), i valori riportati nelle Tab. 11.3.IV e 11.3.V.
Su almeno un campione per colata o lotto di produzione è calcolato il valore dell'area relativa di nervatura o di dentellatura di cui al par. 11.3.2.10.4.
Qualora uno dei campioni sottoposti a prova di qualificazione non soddisfi i requisiti di resistenza o duttilità di cui al par. 11.3.2 delle presenti norme tecniche, il prelievo relativo al diametro di cui trattasi va ripetuto ed il nuovo prelievo sostituisce a tutti gli effetti quello precedente. Un ulteriore risultato negativo comporta la ripetizione della prova di qualificazione.
Tab. 11.3.IV -- \(f_y\) -- \(f_t\) -- Coefficiente \(k\) in funzione del numero \(n\) di campioni (per una probabilità di insuccesso attesa del 5% [p = 0,95] con una probabilità del 90%)
| \(n\) | \(k\) | \(n\) | \(k\) |
|---|---|---|---|
| 5 | 3,40 | 30 | 2,08 |
| 6 | 3,09 | 40 | 2,01 |
| 7 | 2,89 | 50 | 1,97 |
| 8 | 2,75 | 60 | 1,93 |
| 9 | 2,65 | 70 | 1,90 |
| 10 | 2,57 | 80 | 1,89 |
| 11 | 2,50 | 90 | 1,87 |
| 12 | 2,45 | 100 | 1,86 |
| 13 | 2,40 | 150 | 1,82 |
| 14 | 2,36 | 200 | 1,79 |
| 15 | 2,33 | 250 | 1,78 |
| 16 | 2,30 | 300 | 1,77 |
| 17 | 2,27 | 400 | 1,75 |
| 18 | 2,25 | 500 | 1,74 |
| 19 | 2,23 | 1000 | 1,71 |
| 20 | 2,21 | \(\infty\) | 1,64 |
Tab. 11.3.V -- \(A_{gt}\), \(f_t / f_y\), \(f_y / f_{y\,nom}\) -- Coefficiente \(k\) in funzione del numero \(n\) di campioni (per una probabilità di insuccesso attesa del 10% [p = 0,90] con una probabilità del 90%)
| \(n\) | \(k\) | \(n\) | \(k\) |
|---|---|---|---|
| 5 | 2,74 | 30 | 1,66 |
| 6 | 2,49 | 40 | 1,60 |
| 7 | 2,33 | 50 | 1,56 |
| 8 | 2,22 | 60 | 1,53 |
| 9 | 2,13 | 70 | 1,51 |
| 10 | 2,07 | 80 | 1,49 |
| 11 | 2,01 | 90 | 1,48 |
| 12 | 1,97 | 100 | 1,47 |
| 13 | 1,93 | 150 | 1,43 |
| 14 | 1,90 | 200 | 1,41 |
| 15 | 1,87 | 250 | 1,40 |
| 16 | 1,84 | 300 | 1,39 |
| 17 | 1,82 | 400 | 1,37 |
| 18 | 1,80 | 500 | 1,36 |
| 19 | 1,78 | 1000 | 1,34 |
| 20 | 1,77 | \(\infty\) | 1,282 |
11.3.2.10.1.4 Prove periodiche di verifica della qualità¶
Ai fini della verifica della qualità il laboratorio incaricato deve effettuare controlli saltuari, ad intervalli non superiori a tre mesi, prelevando 3 serie di 5 campioni di barre di uno stesso diametro, scelte con le medesime modalità contemplate nelle prove a carattere statistico di cui al punto 11.3.2.10.1.2, e provenienti da una stessa colata.
Il prelievo deve essere effettuato su tutti i prodotti qualificati ai sensi delle presenti norme, indipendentemente dall'etichettatura o dalla destinazione specifica. Su tali serie sono effettuate le prove di resistenza e di duttilità. La serie dei 15 valori della tensione di snervamento e della tensione a carico massimo ottenute nelle prove è aggiunta a quelli dei precedenti prelievi e sostituisce i 15 valori della prima serie in ordine di tempo. I nuovi valori delle medie e degli scarti quadratici così ottenuti sono quindi utilizzati per la determinazione delle nuove tensioni caratteristiche, sostitutive delle precedenti (ponendo \(n\) = 75).
Ove i valori caratteristici riscontrati risultino inferiori ai minimi di cui ai par. 11.3.2.1 e 11.3.2.2, il laboratorio incaricato ne deve dare comunicazione al Servizio Tecnico Centrale e ripetere le prove di qualificazione solo dopo che il fabbricante ha ovviato alle cause che hanno dato luogo al risultato insoddisfacente.
Qualora uno dei campioni sottoposti a prova di verifica della qualità non soddisfi i requisiti di duttilità di cui ai citati par. 11.3.2.1 e 11.3.2.2, il prelievo relativo al diametro di cui trattasi va ripetuto. Il nuovo prelievo sostituisce quello precedente a tutti gli effetti. Un ulteriore risultato negativo comporta la ripetizione della qualificazione.
Le tolleranze dimensionali di cui al par. 11.3.2.7 vanno riferite alla media delle misure effettuate su tutti i campioni di ciascuna colata o lotto di produzione.
Su almeno un campione per colata o lotto di produzione è calcolato il valore dell'area relativa di nervatura o di dentellatura e la composizione chimica.
11.3.2.10.2 Controlli su singole colate o lotti di produzione¶
Oltre a quanto già prescritto riguardo ai controlli sistematici in stabilimento, i produttori già qualificati possono richiedere, di loro iniziativa, di sottoporsi a controlli su singole colate o lotti di produzione, che devono anch'essi eseguiti a cura di un laboratorio di cui all'art. 59 del DPR 380/2001. Le colate o lotti di produzione sottoposti a controllo devono essere ordinati cronologicamente nel quadro della produzione globale. I controlli consistono nel prelievo, per ogni colata e lotto di produzione e per ciascun gruppo di diametri da essi ricavato, di un numero \(n\) di campioni, non inferiore a 10, sui quali si effettuano le prove previste al par. 11.3.2.10.1.2. Le tensioni caratteristiche di snervamento e carico massimo devono essere calcolate a mezzo delle espressioni di cui al par. 11.3.2.10.1.3 nelle quali \(n\) è il numero dei saggi prelevati dalla colata.
11.3.2.10.3 Controlli nei centri di trasformazione¶
I controlli nei Centri di trasformazione, da effettuarsi, prima dell'invio in cantiere, a cura di un laboratorio di cui all'articolo 59 del DPR 380/2001 sul prodotto lavorato, sono obbligatori e devono essere eseguiti:
a) in caso di utilizzo di barre, un controllo ogni 90 t della stessa classe di acciaio proveniente dallo stesso stabilimento, anche se con forniture successive, su cui si effettuano prove di trazione e piegamento;
b) in caso di utilizzo di rotoli, un controllo ogni 30 t per ogni tipologia di macchina e per ogni diametro lavorato della stessa classe di acciaio proveniente dallo stesso stabilimento, anche se con forniture successive, su cui si effettuano prove di trazione e piegamento ed una verifica dell'area relativa di nervatura o di dentellatura, secondo il metodo geometrico di cui alla seconda parte del par. 11.3.2.10.4; il campionamento deve garantire che, nell'arco temporale di 3 mesi, vengano controllati tutti i fornitori e tutti i diametri per ogni tipologia di acciaio utilizzato e tutte le macchine raddrizzatrici presenti nel Centro di trasformazione.
Ogni controllo è costituito da 1 prelievo, ciascuno costituito da 3 campioni di uno stesso diametro sempre che il marchio e la documentazione di accompagnamento dimostrino la provenienza del materiale da uno stabilimento di produzione nonché la stessa classe di acciaio.
Qualora non si raggiungano le quantità sopra riportate deve essere effettuato almeno un controllo per ogni giorno di lavorazione.
Tutte le prove suddette, che vanno eseguite dopo le lavorazioni e le piegature, devono riguardare la resistenza, l'allungamento, il piegamento e l'aderenza.
I risultati delle prove devono essere conformi a quanto indicato nella Tabella seguente.
Tab. 11.3.VI a) -- Valori di accettazione nei centri di trasformazione -- barre e rotoli dopo la raddrizzatura
| Caratteristica | Valore limite | Note |
|---|---|---|
| \(f_y\) minimo | 425 N/mm\(^2\) | per acciai B450A e B450C |
| \(f_y\) massimo | 572 N/mm\(^2\) | per acciai B450A e B450C |
| \(A_{gt}\) minimo | \(\geq\) 6,0% | per acciai B450C |
| \(A_{gt}\) minimo | \(\geq\) 2,0% | per acciai B450A |
| \(f_t / f_y\) | \(1{,}13 \leq f_t / f_y \leq 1{,}37\) | per acciai B450C |
| \(f_t / f_y\) | \(f_t / f_y \geq 1{,}03\) | per acciai B450A |
| Piegamento / Raddrizzamento | Assenza di cricche | per acciai B450A e B450C |
| \(f_r / f_p\) | per 5 mm \(\leq \varnothing \leq\) 6 mm \(\geq\) 0,035 | per acciai B450A e B450C provenienti da rotolo |
| per 6 mm \(\leq \varnothing \leq\) 12 mm \(\geq\) 0,040 | ||
| per \(\varnothing \geq\) 12 mm \(\geq\) 0,056 |
Qualora il risultato di una delle suddette prove non sia conforme, il direttore tecnico dispone la ripetizione della prova su 6 ulteriori campioni dello stesso diametro.
Ove anche da tale accertamento i limiti dichiarati non risultino rispettati, il controllo deve estendersi, previo avviso al fabbricante, a 25 campioni, applicando ai dati ottenuti la formula generale valida per i controlli sistematici in stabilimento (si faccia anche riferimento al par. 11.3.2.10.1.3).
L'ulteriore risultato negativo comporta l'inidoneità della partita e la trasmissione dei risultati al fabbricante, che sara' tenuto a farli inserire tra i risultati dei controlli statistici della sua produzione. Analoghe norme si applicano ai controlli di duttilità, aderenza e distacco al nodo saldato: un singolo risultato negativo sul primo prelievo comporta l'esame di 6 nuovi campioni dello stesso diametro, un ulteriore singolo risultato negativo comporta l'inidoneità della partita.
Inoltre il direttore tecnico deve comunicare il risultato anomalo sia al laboratorio di cui all'art. 59 del DPR 380/2001 incaricato del Servizio tecnico centrale del controllo in stabilimento, sia al Servizio tecnico centrale stesso.
Il Direttore tecnico di stabilimento cura la registrazione di tutti i risultati delle prove di controllo interno su apposito registro, di cui deve essere consentita la visione a quanti ne abbiano titolo.
In caso di mancata sottoscrizione della richiesta di prove da parte del Direttore Tecnico, le certificazioni emesse dal laboratorio non possono assumere valenza ai sensi del presente decreto e di ciò deve essere fatta esplicita menzione sul certificato stesso.
I certificati emessi dai laboratori devono obbligatoriamente contenere almeno:
- l'identificazione del laboratorio che rilascia il certificato;
- una identificazione univoca del certificato (numero e data di emissione) e di ciascuna sua pagina, oltre al numero totale di pagine;
- l'identificazione del Centro di Trasformazione;
- l'identificazione della fornitura cui le prove si riferiscono e l'indicazione dei giorni in cui è stata lavorata;
- il nominativo del Direttore Tecnico che richiede la prova;
- la descrizione e l'identificazione dei campioni da provare;
- la data di prelievo dei campioni da provare;
- la data di ricevimento dei campioni e la data di esecuzione delle prove;
- l'identificazione delle specifiche di prova o la descrizione del metodo o procedura adottata, con l'indicazione delle norme di riferimento per l'esecuzione della stessa;
- le dimensioni effettivamente misurate dei campioni;
- i valori delle grandezze misurate e l'esito delle prove di piegamento.
I certificati devono riportare, inoltre, l'indicazione del marchio identificativo di cui al par. 11.3.1.4, rilevato sui campioni da sottoporre a prove. Ove i campioni fossero sprovvisti di tale marchio, oppure il marchio non dovesse rientrare fra quelli depositati presso il Servizio Tecnico Centrale, di ciò deve essere riportata specifica annotazione sul certificato stesso. Il lotto deve essere, quindi, respinto e tale non conformità deve essere segnalata al Servizio Tecnico Centrale.
11.3.2.10.4 Prove di aderenza¶
Ai fini della qualificazione, i prodotti in barre e in rotolo devono superare con esito positivo prove di aderenza conformemente al metodo Beam-test da eseguirsi presso uno dei laboratori di cui all'art. 59 del DPR n. 380/2001, con le modalità specificate nella norma UNI EN 10080:2005.
Le tensioni di aderenza ricavate devono soddisfare le seguenti relazioni:
essendo:
- \(\varnothing\) il diametro nominale del campione in mm;
- \(\tau_m\) il valor medio della tensione di aderenza in MPa calcolata in corrispondenza di uno scorrimento pari a 0,01, 0,1 ed 1 mm;
- \(\tau_r\) la tensione di aderenza massima al collasso.
Le prove devono essere estese ad almeno 3 diametri, come segue:
- uno nell'intervallo \(5 \leq \varnothing \leq 10\) mm (barre) e \(5 \leq \varnothing \leq 8\) mm (rotoli);
- uno nell'intervallo \(12 \leq \varnothing \leq 18\) mm (barre) e \(10 \leq \varnothing \leq 14\) mm (rotoli);
- uno pari al diametro massimo (barre e rotoli).
Per le verifiche periodiche della qualità e per le verifiche delle singole partite, non è richiesta la ripetizione delle prove di aderenza quando se ne possa determinare la rispondenza nei riguardi delle caratteristiche e delle misure geometriche, con riferimento alla serie di barre che hanno superato le prove stesse con esito positivo.
Con riferimento sia all'acciaio nervato che all'acciaio dentellato, per accertare la rispondenza delle singole partite nei riguardi delle proprietà di aderenza, si valuteranno su 3 campioni per ciascun diametro considerato, conformemente alle procedure riportate nella norma UNI EN ISO 15630-1:2010:
- il valore dell'area relativa di nervatura \(f_r\) per l'acciaio nervato;
- il valore dell'area relativa di dentellatura \(f_p\) per l'acciaio dentellato.
Il valore minimo di tali parametri è di seguito riportato:
Tab. 11.3.VI b)
| Barre | Rotoli | ||
|---|---|---|---|
| per \(5 \leq \varnothing \leq 6\) mm | \(f_r\) oppure \(f_p \geq\) | 0,035 | 0,037 |
| per \(6 < \varnothing \leq 12\) mm | \(f_r\) oppure \(f_p \geq\) | 0,040 | 0,042 |
| per \(\varnothing > 12\) mm | \(f_r\) oppure \(f_p \geq\) | 0,056 | 0,059 |
Nel certificato di prova, oltre agli esiti delle verifiche di cui sopra, devono essere descritte le caratteristiche geometriche della sezione e delle nervature o delle dentellature.
11.3.2.11 Procedure di controllo per acciai da c.a. normale — reti e tralicci elettrosaldati¶
11.3.2.11.1 Controlli sistematici in stabilimento¶
11.3.2.11.1.1 Prove di qualificazione¶
Un laboratorio di cui all'art. 59 del DPR 380/2001 effettua il prelievo di 80 campioni da 40 diversi pannelli (reti) o elementi base (tralicci), pari a 2 campioni per elemento.
Per le reti il campione è costituito da uno spezzone per ciascuna delle 2 direzioni ortogonali. Per i tralicci i campioni sono prelevati dai correnti inferiore e superiori.
Le prove da eseguire sono:
- prova di trazione: determinazione della tensione di rottura \(f_t\), della tensione di snervamento \(f_y\) e dell'allungamento \(A_{gt}\);
- prova di resistenza al distacco per taglio della saldatura del nodo.
Per la determinazione delle tensioni caratteristiche si applicano le formule del § 11.3.2.3, con \(n = 80\) e coefficiente \(k\) ricavato dalle tabelle del § 11.3.2.10.1.3.
11.3.2.11.1.2 Prove di verifica della qualità¶
Le prove di verifica della qualità si eseguono su serie di 20 campioni prelevati da 10 diversi elementi, 2 per elemento, ad intervalli non superiori a 3 mesi.
Si eseguono le prove di trazione e di resistenza al distacco del nodo saldato; i risultati ottenuti si aggiungono ai precedenti (\(n = 80\)) per la determinazione statistica delle caratteristiche.
Si applicano le stesse regole di non conformità del § 11.3.2.10.1.3.
11.3.2.11.2 Controlli su singoli lotti di produzione¶
Si effettua il prelievo di almeno 20 campioni, da almeno 10 diversi elementi. Le prove da eseguire sono le stesse del § 11.3.2.11.1.2.
11.3.2.12 Controlli di accettazione in cantiere¶
I controlli di accettazione in cantiere sono obbligatori e devono essere effettuati entro 30 giorni dalla consegna del materiale, a cura di un laboratorio di cui all'art. 59 del DPR 380/2001.
Ogni controllo di accettazione è costituito da 3 campioni ogni 30 t, o frazione, della stessa classe di acciaio e provenienti dallo stesso stabilimento o Centro di Trasformazione.
Il prelievo dei campioni avviene alla presenza del Direttore dei Lavori, o di tecnico di sua fiducia, che redige apposito verbale di prelievo e provvede ad identificare i campioni con sigle, etichettature indelebili, ecc.
Per quanto riguarda i certificati, si applicano le stesse disposizioni del § 11.3.2.10.3.
Tab. 11.3.VII a) — Valori di accettazione in cantiere — barre e rotoli¶
| Caratteristica | Valore limite | Note |
|---|---|---|
| \(f_y\) minimo | \(\geq 425\) N/mm² | B450A e B450C |
| \(f_y\) massimo | \(\leq 572\) N/mm² | B450A e B450C |
| \(A_{gt}\) minimo | \(\geq 6{,}0\%\) | B450C |
| \(A_{gt}\) minimo | \(\geq 2{,}0\%\) | B450A |
| \(f_t / f_y\) | \(1{,}13 \leq f_t/f_y \leq 1{,}37\) | B450C |
| \(f_t / f_y\) | \(f_t / f_y \geq 1{,}03\) | B450A |
| Piegamento/raddrizzamento | Assenza di cricche | B450A e B450C |
Tab. 11.3.VII b) — Valori di accettazione in cantiere — reti e tralicci elettrosaldati¶
| Caratteristica | Valore limite | Note |
|---|---|---|
| \(f_y\) minimo | \(\geq 425\) N/mm² | B450A e B450C |
| \(f_y\) massimo | \(\leq 572\) N/mm² | B450A e B450C |
| \(A_{gt}\) minimo | \(\geq 6{,}0\%\) | B450C |
| \(A_{gt}\) minimo | \(\geq 2{,}0\%\) | B450A |
| \(f_t / f_y\) | \(1{,}13 \leq f_t/f_y \leq 1{,}37\) | B450C |
| \(f_t / f_y\) | \(f_t / f_y \geq 1{,}03\) | B450A |
| Distacco del nodo saldato | \(\geq\) Sez. nom. \(\phi\) maggiore \(\times\) 450 \(\times\) 25% | B450A e B450C |
Le procedure per la non conformità sono le stesse del § 11.3.2.10.3.
Per forniture provenienti da un Centro di Trasformazione, il Direttore dei Lavori può recarsi presso il Centro di Trasformazione per effettuare in quella sede tutti i controlli di accettazione del caso.
I certificati che accompagnano ogni fornitura in cantiere devono riportare gli stessi contenuti minimi indicati al § 11.3.2.10.3.
Circolare¶
C11.3.2. Acciaio per calcestruzzo armato¶
C11.3.2.1. Acciaio per calcestruzzo armato B450C¶
La norma stabilisce, preliminarmente, i valori nominali della tensione di snervamento \(f_{y,nom}\) e di rottura \(f_{t,nom}\) che possono essere utilizzati nel calcolo delle strutture.
Vengono quindi fissati i requisiti che gli acciai devono possedere per rispondere alle attese previste nel calcolo. Nella Tabella 11.3.1.b delle NTC si stabilisce infatti che i valori caratteristici con frattile 5%, \(f_{yk}\) e \(f_{tk}\), ottenuti mediante prove su un numero significativo di saggi, non siano inferiori ai rispettivi valori nominali fissati, ovvero 450 N/mm² e 540 N/mm².
Per garantire le necessarie caratteristiche di duttilità, le NTC stabiliscono inoltre che:
- il valore caratteristico con frattile 10% del rapporto fra il valore della tensione di snervamento effettiva, riscontrata sulla barra, ed il valore nominale \((f_y/f_{y,nom})_k\) non sia superiore a 1,25;
- il valore caratteristico con frattile 10% del rapporto fra il valore della tensione di rottura e la tensione di snervamento \((f_t/f_y)_k\) sia compreso fra 1,15 e 1,35;
- il valore caratteristico con frattile 10% dell'allungamento al massimo sforzo \((A_{gt})_k\) non sia inferiore al 7,5%.
Tutti i confronti di cui alla Tabella 11.3.1.b, basati sui valori caratteristici, sono quindi sostanzialmente demandati ai controlli che i Laboratori ufficiali effettuano negli stabilimenti di produzione, sia in fase di qualificazione iniziale che di verifica periodica della qualità.
I valori attesi nei controlli di cantiere sono invece definiti nel § 11.3.2.12 delle NTC.
Al fine di garantire l'idoneità alla piegatura e, quindi, la necessaria lavorabilità degli acciai da c.a. la norma stabilisce che le barre debbano essere piegate a 90° e poi raddrizzate, con opportuni raggi di curvatura stabiliti in base al diametro della barra stessa, senza che, dopo la prova, le barre mostrino rotture o incrinature visibili "ad una persona con visione normale o corretta".
C11.3.2.2. Acciaio per calcestruzzo armato B450A¶
Valgono le indicazioni di cui al § 11.3.2.1 delle NTC, fatti salvi i diversi valori richiesti in termini di duttilità, allungamento e lavorabilità.
C11.3.2.3. Accertamento delle proprietà meccaniche¶
In relazione alle prove sugli acciai deformati a freddo, si ribadisce che rientrano nelle categorie degli acciai deformati a freddo anche gli acciai forniti in rotoli, siano essi B450C o B450A, in quanto impiegati previa raddrizzatura meccanica. Le verifiche delle proprietà meccaniche devono essere pertanto effettuate dopo la raddrizzatura, su saggi mantenuti per 60 minuti a \(100 \pm 10\) °C e successivamente raffreddati in aria calma a temperatura ambiente.
La prova di piegamento e raddrizzamento come indicato nella norma UNI EN ISO 15630-1:2010 può essere eseguita in un intervallo di temperatura compreso tra 10°C e 35°C.
C11.3.2.4. Caratteristiche dimensionali e di impiego¶
La norma precisa che la sagomatura e/o l'assemblaggio possono avvenire:
- in cantiere, sotto la vigilanza della Direzione Lavori;
- in centri di trasformazione, solo se provvisti dei requisiti di cui al § 11.3.1.7 delle NTC.
Nel primo caso, per cantiere si intende esplicitamente l'area recintata del cantiere, all'interno della quale il Costruttore e la Direzione lavori sono responsabili dell'approvvigionamento e lavorazione dei materiali, secondo le competenze e responsabilità che la legge attribuisce a ciascuno.
Al di fuori dell'area di cantiere, tutte le lavorazioni di sagomatura e/o assemblaggio devono avvenire esclusivamente in Centri di trasformazione provvisti dei requisiti di cui al § 11.3.1.7 delle NTC.
C11.3.2.5. Reti e tralicci elettrosaldati¶
Le NTC prevedono che la produzione di reti e tralicci elettrosaldati deve essere effettuata a partire da materiale di base qualificato.
Nel caso di reti e tralicci formati con elementi base prodotti nello stesso stabilimento, la marchiatura del prodotto finito può coincidere con quella dell'elemento base.
Nel caso di reti e tralicci formati con elementi base prodotti in altro stabilimento, deve essere apposta su ogni confezione di reti o tralicci un'apposita etichettatura con indicati tutti i dati necessari per la corretta identificazione del prodotto e del fabbricante delle reti e dei tralicci stessi. In questo caso il produttore provvede, ove possibile, ad apporre su ogni pannello o traliccio una apposita marchiatura che identifichi il produttore medesimo. La marchiatura di identificazione può essere anche costituita da sigilli o etichettature metalliche indelebili con indicati tutti i dati necessari per la corretta identificazione del prodotto, ovvero da marchiatura supplementare indelebile. In ogni caso, se si utilizza una propria marchiatura aggiuntiva di identificazione, questa deve essere identificabile in modo permanente anche dopo annegamento nel calcestruzzo. Laddove invece non fosse possibile tecnicamente applicare su ogni pannello o traliccio la marchiatura secondo le modalità sopra indicate, dovrà essere comunque apposta su ogni pacco di reti o tralicci un'apposita etichettatura con indicati tutti i dati necessari per la corretta identificazione del prodotto di base e del produttore. In questo caso il Costruttore al momento della fornitura deve verificare la presenza della predetta etichettatura ed il Direttore dei Lavori, al momento dell'accettazione, deve rilevarne i dati e fornirli al collaudatore che ne farà cenno nel Certificato di collaudo. In caso di assenza dell'etichettatura il Direttore dei lavori deve rifiutare la fornitura.
Il riferimento alla UNI EN ISO 17660 introdotto per le reti e i tralicci elettrosaldati in acciaio conglobate nel getto di calcestruzzo collaborante, di cui alle pertinenti Linee Guida del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, con particolare riferimento alla categoria classificabile come gruppo b), ovvero alle "travi in calcestruzzo armato o precompresso". Assume, infatti, particolare rilevanza il rispetto delle norme sulle saldature ed in particolare della UNI EN ISO 17660-1, quando le saldature delle barre sono "load-carrying", ovvero direttamente interessate dal flusso di tensioni. Inoltre, in ogni caso non è ammissibile l'esecuzione di giunti testa-testa, mentre alle estremità delle travi, nelle cosiddette zone dissipative o zone critiche, è in ogni caso vietato l'uso di saldature per l'acciaio da c.a.
C11.3.2.8. Altri tipi di acciai¶
C11.3.2.8.2 Acciai zincati
Per la zincatura, se effettuata in "sub-fornitura" in autonomi stabilimenti, va garantito un adeguato livello di integrazione dei Controlli di Produzione in Fabbrica tra produttore degli elementi base e zincatore. A questo scopo il produttore garantisce la qualifica del sub-fornitore della zincatura, secondo idonee procedure.
C11.3.2.10. Procedure di controllo per acciai da cemento armato normale, barre e rotoli¶
C11.3.2.10.3 Controlli nei centri di trasformazione
La norma specifica chiaramente i controlli obbligatori che devono essere effettuati nei centri di trasformazione.
Tutte le prove indicate al § 11.3.2.10.3 delle NTC, sia sui rotoli che sulle barre, devono essere eseguite dopo le lavorazioni e le piegature atte a dare ad esse le forme volute per il particolare tipo di impiego previsto. Ciò non vuol dire che i saggi da sottoporre a prova debbano essere necessariamente ottenuti da ferri piegati e poi raddrizzati, bensì che il Direttore di stabilimento sceglie gli spezzoni di barra da prelevare da una sagoma opportuna nella quale sia presente comunque un tratto rettilineo di lunghezza idonea in accordo a UNI EN ISO 6892-1 (in genere superiore ad un metro), dal quale prelevare lo spezzone, non piegato, da sottoporre a prova.
L'annotazione circa l'effettuazione dei controlli di competenza "prima dell'invio in cantiere" discende dalla ovvia necessità di poter utilmente intervenire, in caso di esiti negativi delle prove, sulla singola fornitura prima che il materiale sia effettivamente impiegato e posto in opera.
Le criticità che possono presentarsi in situazioni di ritardo nell'inoltro della certificazione ufficiale da parte del laboratorio di cui all'art. 59 del D.P.R. 380/01, sono risolvibili ad esempio attraverso l'implementazione di procedure che prevedano la redazione di rapporti di prova preliminari e il loro tempestivo inoltro al centro di trasformazione, ovvero la consegna del materiale al cantiere di destinazione con apposita clausola, o riserva, relativa al corretto utilizzo del materiale in accordo con la vigente normativa tecnica.
Si evidenzia l'importanza dell'obbligo di effettuare almeno un controllo per ogni giorno di lavorazione e la verifica del rispetto dei valori minimi riportati nella Tab. 11.3.VI a), Valori di accettazione nei centri di trasformazione.
Le prove da effettuare, inoltre, per i rotoli devono sempre riguardare anche l'aderenza, con le modalità riportate nel par. 11.3.2.10.4 per la verifica delle singole partite ed in conformità alle UNI EN ISO 15630-1.
La norma prevede che analoghi controlli siano effettuati anche per il distacco al nodo saldato, evidentemente su reti e tralicci. Poiché il successivo p.to 11.3.2.11 delle norme non indica specifiche frequenze per tale tipo di prova, sarà cura del singolo Centro predisporre al riguardo apposite Procedure/Istruzioni, tenendo presente quanto espressamente indicato dalla norma: un singolo risultato negativo sul primo prelievo comporta l'esame di 6 nuovi saggi dello stesso diametro, un ulteriore singolo risultato negativo comporta l'inidoneità della partita.
La compilazione del Registro per le prove di controllo interno deve essere curata direttamente dal Direttore di stabilimento, che lo firma per validazione; anche in caso di registro in formato elettronico, occorre la necessaria formalizzazione con metodi adeguati (firma elettronica).
C11.3.2.10.4 Prove di aderenza
Per quanto riguarda le prove di aderenza, la norma prevede l'obbligo, ai soli fini della qualificazione iniziale (fatte salve eventuali ripetizioni che dovessero rendersi necessarie nel corso della qualificazione), delle prove Beam-test da eseguirsi presso uno dei laboratori di cui all'art. 59 del D.P.R. n. 380/2001, estese ad almeno tre diametri scelti negli intervalli indicati al § 11.3.2.10.4, nel numero minimo di tre barre per diametro e da eseguirsi con le modalità specificate nella norma UNI EN 10080:2005.
Per le verifiche periodiche della qualità e per le verifiche delle singole partite, la norma conferma che non è richiesta la ripetizione delle prove di aderenza col metodo Beam-test quando se ne possa determinare la rispondenza mediante misure geometriche; ciò vale, comunque, con riferimento a barre simili, per tipologia, caratteristiche e gamma di diametri, alle barre che abbiano superato le prove Beam-test con esito positivo.
Nell'accertamento della rispondenza delle singole partite nei riguardi delle proprietà di aderenza, è stata introdotta la distinzione fra due tipologie di barre differenti sotto il profilo geometrico: l'acciaio nervato e l'acciaio dentellato, per i quali si può fare riferimento alla norma UNI EN ISO 15630-1:2010. Sostanzialmente:
- le barre di acciaio nervato, come è noto, sono caratterizzate da una sezione effettiva circolare, mentre le nervature sono posizionate al di fuori della predetta sezione effettiva;
- nelle barre di acciaio dentellate, o anche "improntate", le nervature sono ottenute producendo delle impronte sulla sezione circolare piena, sicché la sezione effettiva che si ottiene ha una forma approssimativamente triangolare o quadrata, a seconda che le facce nervate siano rispettivamente tre o quattro.
C11.3.2.12. Controlli di accettazione in cantiere¶
I controlli di accettazione in cantiere sono obbligatori. È opportuno che gli stessi siano effettuati prima della messa in opera del lotto di spedizione e comunque entro 30 giorni dalla data di consegna del materiale. Le prove, effettuate e certificate presso uno dei laboratori di cui all'art. 59 del D.P.R. n. 380/2001, devono fornire valori di resistenza ed allungamento di ciascun saggio compresi fra i valori massimi e minimi riportati nella Tabella 11.3.VII a) delle NTC stesse.
Il campionamento è costituito da un prelievo di 3 saggi ogni 30 t di acciaio impiegato della stessa classe proveniente dallo stesso stabilimento o Centro di trasformazione, anche se con forniture successive. I 3 saggi di cui sopra devono essere dello stesso diametro, avendo cura di variare il diametro dei controlli successivi, nell'ambito della gamma impiegata.
Oltre alla verifica di quanto riportato nelle Tabelle 11.3.VII delle NTC e con riferimento al § 4.1.2.1.2.2 delle NTC, deve farsi presente, in merito al controllo del rapporto rottura/snervamento (\(f_t/f_y\)) che se il progettista ha adottato il modello costitutivo a) della relativa Figura 4.1.3, utilizzando un valore del rapporto di sovraresistenza k = \((f_t/f_y)_k\) maggiore di 1,15, il Direttore dei lavori deve accertare, mediante le previste prove di accettazione in cantiere e, se necessario, anche mediante prove aggiuntive, che il valore caratteristico del rapporto \(f_t/f_y\) risulti non inferiore a quello stabilito dal progettista.
È sempre opportuno che i diversi valori del rapporto snervamento/snervamento nominale (\(f_y/f_{y,nom}\)), determinato sui singoli saggi, vengano riportati nei certificati rilasciati dai laboratori di cui all'art. 59 del D.P.R. n. 380/2001, in relazione al comportamento strutturale di progetto (non-dissipativo o dissipativo) e alla classe di acciaio utilizzata. Il Direttore dei lavori deve infatti accertare, mediante le previste prove di cantiere e, se necessario, anche mediante prove aggiuntive, che il valore del predetto rapporto snervamento/snervamento nominale (\(f_y/f_{y,nom}\)) risulti sempre non minore di 0,94 (\(f_{y,min} \geq\) 425 N/mm²) e non maggiore di 1,27 (\(f_{y,max} \leq\) 572 N/mm²).